mercoledì, 23 gennaio 2008
Vivo in un luogo di mezzo
dove c'è quello che non si vede
e dove quello che si vede non è quello
che sembra.
Per non essere costretta poi a passare
ore intere a digerire e metabolizzare
circostanze forti che mi hanno
DeFoRmAtO il volto.

domenica, 11 novembre 2007
domenica, 16 settembre 2007

MI RACCOMANDO ROMANI.....
VI ACCORGERETE COME,
VEDERE UNA VOLTA GLI INSETA DAL VIVO,
SIGNIFICHERA' VOLERLI VEDERE SEMPRE....
VI ASPETTO.
in acustico sono davvero surreali.....
mercoledì, 05 settembre 2007
INSETA
CIAO A TUTTI AMICI DI SPLINDER
VOLEVO PROPORVI L'ASCOLTO DI UNA BAND..
della cui promozione mi sto occupando....
sarei felice di avere un vostro parere....
fatemi sapere!!!
http://myspace.com/inseta
http://www.myspace.com/insetasupporters

venerdì, 06 luglio 2007
"Come se ci fossi".
Voltati voltati
Brucia l’aria nel gesto semplice e teso
Produce talento nel mesto sostituir sorrisi.
Immagine ferma
Figura composta
Si individua nel suo aspetto.
Voltati voltati
Il palco era suo
Le voci erano sue
Aveva un gusto che rendeva solo suo.
Lontano infinitamente da previsioni pessimistiche
La sua vicenda si discosta
Dall’evento premeditato.
Lui non sapeva
Lui non conosce
Lui progettava
Lui esprimeva
Infine l'ho visto voltarsi
L'ho visto
E poi non più.

mercoledì, 04 aprile 2007
anche quando ti odiavo,
speravo di ritrovarti
un giorno
mercoledì, 03 gennaio 2007
Tensione ferma.
Carica di troppa energia che porta al collasso.
Tensione che guarda l'infinito ...
infinito che detta le norme di quella tensione.
Saper focalizzare e avere possibilità e stimolo
Scalare
andare oltre
Vedere sempre qualcosa
dietro quel che sembra già così limpido e chiaro.
Ma restare in bilico può uccidere,
può esagerare una tensione,
esasperare
e sfiorare il limite ultimo e bruciare.
Far cadere su di sè il peso di un'impossibilità.
E annullarsi.
Indietreggiare può assopire un'emozione
Come bloccare i muscoli nel desiderio di una corsa
Come avere la bocca immobile nel desiderio di urlare
Come essere trattenuti nel gesto totale di saltare.

lunedì, 27 novembre 2006
Vittime dell'individualismo
nella storica tentacolare città,
Figli dell'individualismo
nelle solitarie e straripanti street.

martedì, 10 ottobre 2006
Scrivo la breve storia di un'orma nel fango che
a poco a poco si ricopre
di un buffetto di fumo dove ci si passa attraverso
di un raggio di luce che non conosce calore
di un ramo spezzato
di un singhiozzo di pianto strappato alla sua voce
di un sorriso dimenticato su un volto ignoto
di un movimento sordo
e di un corpo che non ha ombra
di un delicato innalzarsi che non conosce mete
di uno spaesato errante in una terra non sua
di una figura senza consistenza che ha
dimenticato il proprio bene
di una voce debole e priva di riverbero
di una musica senza note
di un incontro mai avvenuto
di un paesaggio mai terminato
di uno specchio infranto
di una spada mai affilata
di una luna mai ammirata e pregata
di una storia mai narrata
di un cerchio mai chiuso
di un innocente mai creduto
di una primavera mai sbocciata
di un avvenire per sempre mai.
lunedì, 18 settembre 2006
"Una bambina si è messa a ballare, minuscola, bruna
occhi neri, un vestitino giallo che le si slargava
a corolla intorno ai ginocchi, calzette bianche;
girava su se stessa, con le braccia in alto,
il viso illanguidito dall'estasi, come fosse
impazzita.
Trascinata dalla musica, abbagliata, inebriata
.... .... trasfigurata
sperduta.
Placida e grassa la madre chiacchierava con un
altro donnone...........insensibile alla musica
alla notte, gettava di tanto in tanto uno
sguardo bovino sulla piccola ispirata.
Una bambina incantevole che diventerà quella matrona.
No. Non volevo.
Anche io ero posseduta da quella piccina che la
musica possedeva.
Quel momento appassionato non avrebbe
dovuto aver fine.
La piccola danzatrice non sarebbe cresciuta; per
tutta l'eternità avrebbe girato su se stessa
ed io sarei rimasta a guardarla.
Rifiutavo di dimenticarla, di ridiventare quel
che ero prima d'incontrarla;
rifiutavo che un giorno essa somigliasse alla madre,
senza ricordarsi nemmeno di essere stata
quell'adorabile menade.
Piccola condannata a morte, orribile morte
senza cadavere.
L'avrebbe assassinata la vita."
[S.D.B.]